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Non si può non… mendicare!

Postato da: il 25.04.2013 | Un commento
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La paradossale (e dissennata) politica di squalifica professionale portata avanti dall’Ordine Psicologi Lazio

Leggendo l’ultima newsletter dell’Ordine Psicologi Lazio – che ci informava sull’ennesima convenzione tra gli psicologi del Lazio e la
Confcommercio contenente in qualche punto la parolina “sportello gratuito” 
- sono stato preso da una strana sensazione di disagio. Per qualche giorno mi è stato impossibile capire il motivo di tale turbamento, poi improvvisamente, la grave sintomatologia è sfociata in una domanda: «Ma allora… gratis è meglio?!» Sorpreso dalla mia bizzarra quasi-affermazione, ho iniziato a riflettere…

Un principio immutabile del marketing è la legge della prospettiva. Essa ci spiega che gli effetti di un’azione (ad esempio la promozione di un prodotto) si devono valutare nel lungo periodo e che, spesso, gli effetti a lungo termine sono il contrario di quelli a breve termine.

Pensiamo, ad esempio, ai saldi di fine stagione: la maggior parte dei negozianti li vede come la manna dal cielo che arriva a salvare una stagione magari disastrosa. Ma se ci si chiede se i saldi aumentano o riducono gli affari di un’azienda usando la prospettiva di due-tre anni, la risposta è invariabilmente la stessa: li riducono. I saldi riducono gli affari di un’azienda educando il cliente a non comprare a prezzi di mercato.

Cos’altro comunicano i saldi al potenziale cliente? Che i vostri prezzi normali sono troppo alti, che vi approfittate dei clienti nei periodi fuori dai saldi e che, in fondo, la vostra merce vale molto meno di quello che volete far credere, visto che alla fine la cedete al ribasso. Prospettiva.

Applichiamo la legge della prospettiva alla figura dello psicologo nella società, e chiediamoci cosa comunicano i nostri rappresentanti con iniziative come questa che – almeno in teoria, spero – vorrebbero promuovere l’importanza e l’utilità della psicologia. Professionalità? Preziosità? Valore? Non credo. Mi sembra piuttosto che trasmettano l’idea che la nostra professione sia qualcosa senza alcun valore: vieni, chiacchieri gratis, ti sfoghi e se proprio vuoi continuare a lamentarti anche dopo… ti faccio un prezzo al ribasso. 

Fosse l’isolato esempio di una scivolata comunicativa, mi sarei risparmiato il post. Ma no, c’è della lucidità nella loro strategia, un autolesionismo fatto di metodo e volontà, ammantato della nobile parolina “solidarietà”, uno stereotipo popolare che gli Ordini a guida Cultura&Professione e/o AUPI avallano continuamente con iniziative dello stesso tipo: in fondo, siamo tutti un po’ psicologi, perché mai pagare per andare a “chiacchierare” con qualcuno? Questo è lo stereotipo.

Ecco, infatti, un breve campionario selezionato per salienza (lo chiamerei un “gratissario”) delle tante iniziative messe in campo dagli Ordini, quello degli Psicologi Lazio in primis – targate Cultura e Professione (sic!), l’attuale gruppo di maggioranza – ma anche da altri Ordini regionali che sembrano tutti condividere il medesimo disegno, la medesima vision “professionale”. Attenti, è per stomaci forti:

Luglio 2008 (per non illuderci che sia una politica dell’ultima ora). «Il Consiglio dell’Ordine degli Psicologi del Lazio [...] delibera di promuovere interventi di solidarieta’, a titolo gratuito, alla popolazione del Comune di Rignano Flaminio. Le tristi vicende di presunti abusi sessuali sui minori nel Comune di Rignano Flaminio – a prescindere dall’esito delle indagini in corso – porteranno, infatti, conseguenze drammatiche da un punto di vista psicologico per l’intera comunita’ locale….». Mi fermo qui. Va bene la solidarietà, ma “a prescindere dall’esito delle indagini in corso” è troppo. Della serie: noi ci sacrifichiamo a priori, la nostra è una coazione a ripetere!

Così fan tutti….

L’Ordine Psicologi Veneto ha da poco attivato un protocollo d’intesa con CNA Veneto. Si prevede un primo colloquio gratuito, oltre alla disponibilità dello psicologo ad effettuare anche un secondo incontro gratuito, a tutti gli iscritti CNA e ai loro familiari. Successivamente a questi colloqui gratuiti sarà possibile accedere a percorsi di psicoterapia a tariffe agevolate.

L’Ordine Psicologi Piemonte, ha attivato il progetto psicologo in Farmacia, in coordinamento con l’Ordine dei Farmacisti e Federfarma. In questo progetto, sono stati offerti gratuitamente 3 colloqui in cento farmacie torinesi, per 4 mesi. La fase 2 del progetto, prevede quindi la possibilità di accedere a percorsi di psicoterapia a tariffe agevolate.

Marzo 2013. Eccoci alla chicca finale da cui abbiamo preso l’avvio. Premessa:«A seguito di una ricerca condotta dalla Confcommercio Nazionale è emerso che l’attuale crisi economica ha portato – nel nostro Paese – a un calo dei consumi del 2,8%, provocando la chiusura, secondo le stime, di almeno 20.000 esercizi commerciali». Argomentatio: «La Confcommercio Roma [...] ritiene necessario fornire un sostegno psicologico ai soggetti travolti dalle dinamiche dell’attuale situazione di crisi economica e per questo motivo ha chiesto la collaborazione dell’Ordine degli Psicologi del Lazio». Ed ecco la soluzione, il colpo di genio, siglato con un protocollo d’intesa tra l’Ordine Lazio e la Confcommercio che prevede: «a) l’istituzione di uno sportello di ascolto psicologico operante sul territorio romano a titolo gratuito; b)  la possibilità di trattamenti di consulenza psicologica o psicoterapeutici a tariffe professionali agevolate. Ah, quasi dimenticavo, meglio specificare che «L’iniziativa [...] non è finalizzata all’acquisizione di pazienti…». Non fosse mai che qualcuno si mettesse strane idee in testa. Lo sanno tutti che gli psicologi son fatti così, gli basta poco per vivere, gli basta il sacrificio. Una mano caritatevole prima o poi li aiuterà… Vi aiuta l’Ordine a ben mendicare.Vi indica anche dove farlo, il “setting” adatto: «Lo “Sportello di ascolto psicologico” sarà istituito presso la sede della Confcommercio Roma e verrà effettuato, a titolo gratuito, da psicologi selezionati da ConfcommercioRoma». Si sa, c’è più gusto nel farsi scegliere.

Insomma la filosofia di chi ci rappresenta sembra ispirarsi al gratis è bello. Strana contraddizione per gruppi di maggioranza costituiti in gran parte da colleghi che vengono da discipline psicanalitiche. Perché? Provate a chiedere a uno psicanalista di fare un seduta gratis o di non far pagare una seduta saltata. Assisterete a una trasmutazione corporea: cambierà pelle, si strapperà di dosso ogni brandello di solidarietà umana e con gli occhi iniettati di cupidigia esigerà il pegno. Meglio di un esattore di Equitalia. «Gratis» penserà «che verbo è?» Provate allora a chiederlo a uno psicologo sanitario (espressione degli Ordini a guida AUPI) … Ah no, non potete farlo. É già pagato dallo Stato. Insomma, ci siamo capiti,loro non hanno bisogno di fare saldi… preferiscono prescriverli agli altri.

Ci sovvengono alcune possibili spiegazioni di questo strano fenomeno. Andiamo dritti al punto: la politica di Cultura&Professione appare come l’espressione  più eclatante di un più ampio sistema di governo della professione medioevale, di casta e scollato dall’attuale mercato. «Si fanno belli del lavoro gratuito dei colleghi, sbandierando la missione sociale, mentre loro – psicoanalisti SPI o baroni universitari – siedono sulle loro sedie in pelle umana».

Da una parte si permettono anche di fare i finti moralizzatori, come quando denunciarono una povera collega rea di aver promosso su Groupon un pacchetto di tre consulenze al costo complessivo di 60€. L’accusarono di andare contro il decoro professionale e di indurre al consumo (sic!)  – comportamenti stigmatizzati dal nostro codice deontologico. Poi, dall’altra appoggiano, con tanto di Patrocinio, iniziative come quella di alcune colleghe disposte a fare consulenze gratuite per tre mesi (non tre incontri, tre mesi: praticamente un trimestre “in bianco”) alle donne vittime di violenza e ai loro carnefici (par condicio). Iniziativa lodevole, ci mancherebbe, ma non si può continuare con questa ipocrisia: se chiedi anche poco per te stesso, per vivere dignitosamente con i frutti della tua professione, ti accusano di essere indecoroso; ma se dimostri di lavorare per puro spirito di sacrificio, abnegazione, autolesionismo, martirio – dopo anni di studio e di formazione – l’Ordine non solo ti appoggia ma ti organizza anche la convenzione per lavorare gratis. Festinger si starà dissonando nella tomba! Basta!

Come AltraPsicologia intendiamo modificare radicalmente questo modo di “promuovere” la professione. Per restituire dignità alla nostra professione si deve prima averla nei confronti di noi stessi, dei propri percorsi professionali e personali, nella piena consapevolezza degli sforzi fatti per arrivare a costruire una professione in una società come la nostra, in cui la Psicologia non ha ancora assunto un vero peso sociale. La nostra disciplina non può più permettersi rappresentanti così lontani dalla realtà (… mentale).

E tu collega, cosa ne pensi? Preferisci che il tuo Ordine ti spinga a mendicare o preferiresti lavorare con dignità e gratificazione?

Alessandro Bartoletti

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